Siamo creativi ma senza futuro?
Secondo un'indagine Forum PA-IPSOS (Innovazione e ingegno creativo), gli italiani under 35 sono convinti che l’Italia non offra loro reali opportunità in campo lavorativo.
L’indagine (svoltasi un campione di 800 persone fra 16 e i 35 anni) ha messo in luce, tra gli altri, alcuni dati:
l'81% degli intervistati è pessimista sul proprio futuro nel nostro Paese
più dell’80% pensa che siano soprattutto le aziende a limitare le possibilità dei giovani
il 45% giudica l’Italia più arretrata rispetto ai partner europei
il 53% si definisce “molto creativo”.
Sembra dunque che, sebbene gli under 35 si sentano potenziali portatori innovazione e creatività, si sentano ostacolati dalle condizioni “ambientali” del nostro Paese.
Cosa ne pensate? 13.05.08 17:30
Ultima modifica di Miranda Hobbes il 17.12.09 16:57, modificato 1 volta in totale.
Miranda scherzi? L'Italia è un paese morto! Non è una terra fertile e i creativi (perchè ci sono) o si svendono oppure hanno un \"colpo\" molto forte che li fa andare avanti.
Che futuro ci possiamo aspettare noi? Cerchiamo di vivere il giorno senza pensare al domani, perchè il nostro è amaro. 13.05.08 17:54
ah ah ah...io spero di andarmene quanto prima a lavorare all'estero.Mi laureerò in Italia, la triennale, se mai farò qualche master o la specialistica di sicuro andrò all'estero, dove non solo giudicano di più i MERITI e non le raccomandazioni, ma riescono a valorizzare la cultura e la capacità dei soggetti.E soprattutto, sono molto più avanti di noi! 13.05.08 21:00
»Sicuramente, in Italia manca la volontà politica di creare le condizioni perchè i giovani possano spiccare il volo:se e quando il \"sistema\" Paese verrà concepito come un'azienda, assisteremo ad un vero cambiamento e, forse, vedremo gli under35 sulla scena...Per il momento, il \"sistema\" è farraginoso ed i giovani rimangono in disparte.
Imputare tutte le colpe alla politica e, quindi, scaricare le responsabilità individuali su terzi è semplice ed evidentemente sbagliato:i giovani italiani non sono creativi nè tantomeno innovatori! Gli Atenei sono diventati supermercati, la laurea è alla portata di tutti, completamente svilita, ridotta ad un pezzo di carta. Ormai, si sfornano dottori come pagnotte:il principio meritocratico, tanto invocato ultimamente, è assente nella scuola, che dovrebbe essere una palestra per l'individuo che abbia l'intenzione di inserirsi nel mondo del lavoro.
In Italia, manca la manovalanza e mancano i lavoratori specializzati perchè hanno eliminato gli istituti a favore di un numero crescentie di buffi \"licei\" i cui programmi sono ibridi difficilmente spendibili a livello professionale. A fronte di un calo di questo tipo, aumentano i \"creativi\", i giovani convinti di sfondare con un'idea brillante e destinati ad ingrossare le file dei nullafacenti.
Il problema è che i giovani italiani non sono assolutamente competitivi:quanti parlano bene almeno una lingua? quanti ne parlano due o tre? quanti sono disposti a trasferirsi all'Estero per sempre in cambio di un lavoro? quanti hanno esperienze di lavoro valide?
I giovani europei sono molto più emancipati dei giovani italiani, a parità di età e di istruzione:studiano all'Estero, parlano due o tre lingue, sono disposti ad andare ovunque per la carriera. I giovani italiani in generale \"aspettano che la situazione si sblocchi\" e, nell'attesa, frequentano corsi universitari e masters, mentre i giovani europei cercano di crearsi delle opportunità da soli.
E' una questione di mentalità. Più che di innovazione e creatività, avremmo bisogno di sano realismo. 13.05.08 21:37
Nonostante tutti i problemi che ci sono in Italia non ho mai pensato di trasferirmi finit gli studi...non perchè non sono disposta a fare sacrifici o perchè qua c'è la mamma
primo perchè non penso di essere un gran cervello da esportazione
e poi perchè vorrei dare il mio piccolo contributo qui e non in un altro Paese
. Sono una masochista
mi piacerebbe diventare insegnante...proprio in Paese dove ultimamente è una professione così \"matrattata\"...ma che ci posso fare? Ho questa illusione, di fare qualcosa di diverso,di trovare tante soddisfazioni nell'insegnare ad una classe, di fare meglio dei miei professori annoiati...
spero di non venire disillusa troppo duramente! 13.05.08 22:09
Tra meno di una settimana compio 28 anni. Laurea in lettere orientamento artistico, master in management dei beni culturali, qualifica di operatore didattico nei musei, esperto in contenuti culturali in rete. Ho alle spalle 3 stage, più o meno lunghi e più o meno di qualità in aziende private ed istituzioni pubbliche........che dire????? Durante e dopo gli studi universitari ho lavorato come commessa\\responsabile in un negozio d'oro usato, naturalmente senza contratto per 4 anni. Attualmente ho fatto richiesta per ottenere un'altra borsa di studio, la terza in questi ultimi 3 anni....Morale della favola?
???? Ma che devo fare per avere un lavoro inerente al mio percorso di studi??????????? Ammiro chi ha il coraggio di andar via. 22.05.08 20:57
@ cla80
Ho provato sulla mia pelle che \"chi la dura, la vince!\"...se insisti, se non ti abbatti, se sei disposta ad aspettare tanto, tanto, tempo(anni), alla fine, il posto di lavoro si trova. Se non ti accontenti subito del primo lavoro, se riesci a barcamenarti tra borse di studio, lavoretti part-time et similia, sempre tenendo d'occhio il settore che ti interessa, alla fine, puoi farcela.
Purtroppo, bisogna ammettere che un curriculum ricco e specificocome il tuo risulta difficile da spendere in campi alternativi; devi essere paziente, continuare a fare esperienze... 22.05.08 21:13
Mmmm, non sempre è facile trovare il lavoro che si vorrebe fare, specie se il settore di appartenenza non è in \"crescita\".
Purtroppo è difficile per me, che ho studiato moda sia alle superiori che all'università, e sto seguendo un corso di Fashion Editing, perchè quello che vorrei fare è scrivere di moda. Ho un ottimo italiano, sia orale che scritto, non parlo in dialetto (ormai ho anche perso il mio accento...) e so l'inglese. E gli annunci che riguardano il mio campo, richiedono quasi sempre una laurea in economia e giurispudenza, mai o quasi quella che psossiedo io. Anche se per alcuni lavori sarei maggiormente di altri qualificata perchè è il mio pane quotidiano. Ma non mi arrendo °° 22.05.08 21:39
Non so se siamo più o meno creativi di altri, ma so che per attendere anni ed anni ci vuole un supporto, per fare master ed andare all'estero ci vogliono soldi...soldi che non metti da parte con i lavoretti a nero o part-time. Se già la media della laurea è 25 anni, si può investire molto tempo? A parte il genio che vince borse di studio su borse di studio, gli altri cosa fanno?
Ovvio che ci si accontenta del primo lavoro decente, dove per decente io intendo almeno pagato.
Sono stata informata di un master di Diritto Tributario con successivo stage...carriera assicurata...11.000 euro solo per il corso a tempo pieno, fuori dalla mia città ...inizio da voi la colletta? Quante borse di studio? Poche, per chi è orfano, disabile, genio...io? niente di tutto questo! 29.05.08 16:38
io ho vissuto e lavorato all'estero per vari anni (in università negli states), trattato decisamente meglio di come mi avevano trattato in italia. poi ho avuto la sciagurata idea di tornare in italia e sono finito col fare il disoccupato per anni perché troppo qualificato.
la mia soluzione? facendo i salti mortali sono riuscito a ritrovare un lavoro negli states. me ne riparto presto da quest'italia che non offre molto.
spero che molti decidano di buttarsi verso l'estero. non mi sembra che ci siano molte speranze in questo paese che affonda! 05.06.08 16:48
frequentai un corso di specilaizzazione post-lauream in marketing delle nuove tecnologie. Uno di nostri docenti disse più di una volta \" I creativi prospereranno\".
Ora da quel che leggo qui non mi sembra che abbia indovinato tale profezia.
Bisogna vedere cosa si intende per creativo e in che campo.
Io ritengo che sia tutta una questione di SEDERE, di eventi coincidenti che fanno la fortuna del creativo a prescindere da dove uno viva.
Ci sono delle persone definite artiste, quindi creativi, che propongono cose orride o senza senso e si fanno le budelle d'oro perchè hanno trovato gli appoggi e la visibilità giusta.
Uno può anche partire dall'Italia ma deve avere la mentalità comunque di espandersi da subito. le nuove tecnologie offrono molto in termini di visibilità e se si aggiungono la conoscenza delle lingue straniere il gioco è fatto.
Certo, se si hanno dei parenti che ti coprono le spalle in termini economici, non si ha una famiglia e si ha un compagno/a che ti appoggia nelle scelte il cerchio si chiude e ci sono buone prospettive con un po' di pazienza.
Io credo però che per la donna questa carriera sia parecchio più difficile che per un uomo. Dovrebbe cominiciare come un hobby, un qualcosa in più che si fa oltre ad un lavoro fisso, che magari non gratifica, ma che per lo meno ti copre le spalle. Poi se ci sono i numeri e le coincidenze, chissà che la passione non surclassi il lavoro routinario.
Per il resto sono d'accordo con chi dice che l'università in generale è un supermercato. Basta pagare. Non includo le università di prestigio come la Bocconi, ma in generale il livello è basso perchè la scuola di base è di livello basso.
In passato una certa classe politica eliminò la nozione di MERITOCRAZIA perchè creava diseguaglianze. E allora avanti tutti all'università, tutti quanti, nienete più bocciature alle elementari e alle medie e via, siamo tutti bravi. Ma nella VITA tutti abbiamo un carattere differente e così a scuola c'è chi è più o meno portato o bravo o glie piace una materia o l'altra o addirittura chi non ha davvero la voglia di stare sui libri.
Io dare alla scuola il compito di insegnare a legger, a scrivere e a fare di conto seriamente dando agli insegnanti un potere che ormai hanno perso da una vita. Tanto il 68 c'è stato e quindi un certo controllo sul corpo insegnante ci sarebbe comunque. Ma se non si crea selezione non si creano le menti e i lavoratori di domani, che saranno a loro volta creativi, insegnanti o operai.
Il discorso sarebbe lungo e prolisso.
Comunque sia, chi vuole ed ha la chance di andare all'estero che lo faccia. Resta comunque una esperienza e se è destino sarà un buon trampolino di lancio sennò se ne tornerà a casa. La vita è una sorpresa ed è piena di contraddizioni.
08.06.08 10:26
Conosco tante, troppe persone che se ne sono andate per questo problema, ed io le seguirò quanto prima. Voglio terminare gli studi, prendermi una laurea, che comunque non so quanto mi sarà utile visti i livelli dell'istruzione italiana ed andarmene al più presto possibile, dove non vieni guardata come un alieno se sei una persona capace ma senza raccomandazioni e soprattutto soldini! Si perché qui si va avanti per nome e il nome di solito porta ricchezza. E tutti quelli che il nome importante non ce l'hanno che devono fare? Sono destinati a sbattersi tra lavori interinali, contratti a tempo, a progetto, Co.Co.Co., e chi più ne ha più ne metta per arrivare a 35 anni con una laurea vecchia di 10 anni e sentirsi dire che non c'è più posto \"perché ora la tua stessa sorte toccherà a un ventenne ancora pieno di speranze\". E il ciclo ricomincia. Perché chi va all'estero trova il suo mondo e si realizza anche se nel suo piccolo? Se c'è tanto allarme sull'esodo (io lo chiamerei così) di tante giovani menti dall'Italia, perché non si fa niente per agevolare la situazione dei giovani? Il lavoro non c'è, o per lo meno c'è ma a delle condizioni assurde, e comprare casa neanche a parlarne, ma che stiamo scherzando. Quelli che dal futuro vogliono qualcosa in più non sono per niente stimolati a rimanere, l'Italia diventerà un Paese di mediocri, perché tutte le menti brillanti, o comunque chi non si accontenta di questa vita se ne continuerà ad andare via. L'Italia era la culla dell'arte, della cultura, ora grazie ai potenti sta diventando un covo di gente stressata e priva di aspettative. Questa precarietà logora, esaspera e le aziende in Italia non investono sui giovani, forse è un Paese troppo conservatore? Oppure non si ha mai il coraggio di rischiare? Mi meraviglio che ci sia qualcuno che ancora si chiede il PERCHE' molti scappano via.
GiorgiaG.
EDIT: Io mi trovo nella stessa condizione di MaiShiranui, tranne che alle superiori ho fatto il liceo. Una Laurea in progress in Scienze della Moda e del Costume, ho basi di economia, storia, antropologia, lingue, chimica, merceologia, diritto tutto applicato alla Moda, ma si richiede gente con Laurea in Economia, Giurisprudenza. Mi chiedo allora, perché non veniamo neanche prese in considerazione visto che abbiamo affrontato certi argomenti nello specifico? Forse perché il fatto di avere, o di star conseguendo una Laurea in Moda viene considerato banale e veniamo snobbate? Io direi di sì, per questo l'Italia è un Paese chiuso, morto. Ho provato a studiare altro, cose considerate \"serie\", portavo avanti gli studi e avevo i miei risultati, ma non c'era la soddisfazione personale. Ora che ho trovato la mia strada ed ho preso la mia scelta so che dovrò fare sacrifici per portarla avanti ed uno di questi sarà senz'altro uscire fuori dall'Italia, ma non mi lascio buttare giù. 19.06.08 10:48


























